L‘ipertensione al femminile: gravidanza e contraccettivi

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L’ipertensione non è sempre una questione d’età o di sesso. Oltre alla predisposizione genetica e alle cattive abitudini, ci sono condizioni tipicamente femminili che possono causare – temporaneamente o permanentemente – l’ipertensione nelle giovani donne, come la gravidanza e l’assunzione di contraccettivi orali.1

Cosa succede in gravidanza

Se spesso l’ipertensione viene definita “killer silenzioso” per via della mancanza di sintomi eclatanti, in gravidanza vari indizi possono segnalarne la presenza. I sintomi più comuni, che possono manifestarsi in una donna incinta ipertesa, si possono riassumere in: diminuzione della quantità di urina, dolore addominale, gonfiore al viso e alle caviglie, mal di testa e perdita urinaria di proteine.2

La gravidanza è fonte di stress per l’intero organismo, che si trova ad affrontare grandi cambiamenti, e anche la pressione sanguigna può risentirne. Dopo le prime settimane di gravidanza, infatti, la pressione arteriosa inizia a diminuire progressivamente.3 Il calo è soprattutto a carico della pressione diastolica (minima), che si stabilizza intorno ai 75 mmHg durante tutto il primo e secondo trimestre di gestazione. Negli ultimi due/tre mesi che precedono il parto, invece, i valori pressori ritornano ai livelli pregravidici o, in alcuni casi, aumentano ulteriormente.3

L’ipertensione durante la gravidanza può essere classificata in due modi: cronica e gestazionale.1

L’ipertensione cronica complica circa l’1-5% delle gravidanze e si verifica quando la pressione arteriosa è elevata già prima della gravidanza oppure prima della 20a settimana di gestazione.4 Quella gestazionale invece è più frequente, si manifesta in circa il 5-10% delle gravidanze, e di solito nella gravidanza multipla (o multifetale, quando l’utero ospita più di un feto). Questa condizione si sviluppa dopo la 20a settimana di gestazione (o, più tipicamente, dopo la 37a settimana) e può persistere per 6 settimane dopo il parto.4

Entrambi i tipi di ipertensione, cronica e gestazionale, aumentano infatti il rischio di complicazioni e possono sfociare in preeclampsia ed eclampsia.4

La preeclampsia colpisce il 3-7% delle donne in gravidanza e si manifesta con l’insorgenza o con il peggioramento dell’ipertensione già esistente. Se non trattata, resta solitamente latente per poi improvvisamente progredire verso l’eclampsia. Quest’ultima è rappresentata da crisi convulsive generalizzate.2 La preeclampsia e l’eclampsia si sviluppano generalmente dopo la 20a settimana di gestazione, fino al 25% dei casi si manifestano nel post-partum, il più delle volte entro i primi 4 giorni dopo il parto, ma talvolta anche nelle 6 settimane successive.2

Ovviamente, i rischi aumentano a seconda della gravità dell’ipertensione o se essa è associata ad insufficienza renale.4 Nonostante, in alcuni casi, l’ipertensione in gravidanza sia un disturbo temporaneo, è bene monitorare costantemente la pressione arteriosa durante i nove mesi di gestazione effettuando almeno due misurazioni al giorno a distanza di 4 ore l’una dall’altra, perché è possibile che l’ipertensione possa peggiorare, con conseguenze sulla salute della madre e del nascituro.2 Soprattutto le donne con ipertensione cronica dovrebbero essere istruite sull’automonitoraggio della pressione arteriosa ed informarsi presso il proprio medico.4 In alcuni casi, infatti, l’ipertensione in gravidanza può essere un sintomo di preeclampsia e le donne considerate a rischio vengono sottoposte a costanti controlli ambulatoriali: ogni 3 settimane prima della 32a settimana di gestazione e ogni 2 settimane dalla 32a settimana fino al termine della gravidanza.5

In presenza di ipertensione preesistente o gestazionale, inoltre, il ricorso ai farmaci ipertensivi non è sconsigliato, ma deve essere attentamente valutato dal medico curante.1 I cambiamenti dello stile di vita prima e durante la gravidanza possono migliorare i rischi sia materni che fetali. L’esercizio fisico può ridurre l’ipertensione gestazionale e il rischio di preeclampsia rispettivamente del 30-40%;3 tuttavia, se questa misura conservativa non dovesse rivelarsi abbastanza efficace nella riduzione della pressione arteriosa, molti esperti raccomandano la terapia farmacologica.1

È essenziale scoprire e trattare il disturbo in epoca precoce e mettere in atto tutte le misure preventive, per salvaguardare la salute della madre e del nascituro.1

Le donne in età fertile che soffrono di ipertensione, inoltre, dovrebbero considerare i pericoli associati all’uso di alcuni farmaci antipertensivi, da evitare assolutamente se si sta cercando di rimanere incinte.1

Pillola anticoncezionale e pressione alta

Solo in Italia, circa il 20% delle donne in età fertile assume la pillola anticoncezionale.6 Alcune donne, tuttavia, sono spesso restie all’assunzione dei contraccettivi ormonali per timore degli effetti indesiderati che possono provocare, soprattutto in presenza di malattie croniche o se “familiarmente” predisposte all’ipertensione.1,6

È vero quindi che la pillola anticoncezionale fa alzare la pressione? No, se si sceglie quella giusta.

I contraccettivi orali sono farmaci sicuri e l’attuale disponibilità di varie tipologie, in costante aggiornamento, consente una maggiore personalizzazione della terapia, scelta in base allo stato di salute della donna. Naturalmente, prima dell’assunzione di qualsiasi tipo di contraccettivo ormonale è fondamentale consultare il proprio medico, a prescindere dalla presenza o meno di ipertensione. Senza scendere in particolari troppo tecnici, per far chiarezza è necessario sapere che ci sono due tipologie di pillole, entrambe a contenuto ormonale: la cosiddetta pillola combinata e quella progestinica (detta anche minipillola). La differenza tra le due consiste nel fatto che, mentre la pillola combinata contiene una versione sintetica sia di estrogeni sia di progesterone, la minipillola (o progestinica) presenta soltanto la versione sintetica del progesterone.1

Se è vero che l’uso di contraccettivi ormonali combinati (pillola combinata) è associato ad un leggero aumento della pressione sanguigna, da recenti studi è invece emerso che il sistema contraccettivo progestinico sembra essere sicuro rispetto al rischio di ipertensione.1 La frequenza di insorgenza dell’ipertensione nelle donne che utilizzano la pillola combinata infatti sarebbe di circa il 2% nel corso di 4 anni.1 Per questo motivo i medici sconsigliano l’uso della pillola combinata alle donne che soffrono di pressione alta o già affette da ipertensione, indipendentemente dall’età.1

Il motivo per cui la pillola combinata possa indurre, nelle donne “sensibili”, all’innalzamento della pressione sanguigna non è ancora noto e dev’essere ulteriormente investigato. Tuttavia, l’effetto ipertensivo è da considerarsi – almeno nella maggior parte dei casi – di lieve entità e ampiamente reversibile con la tempestiva sospensione del trattamento.1

Quando si assumono contraccettivi ormonali – che siano combinati o progestinici – è sempre bene misurare periodicamente la pressione, almeno ogni 3-6 mesi, ed eliminare gli altri fattori di rischio per l’ipertensione, come sovrappeso e fumo.1

La scelta del contraccettivo ormonale da utilizzare dovrà quindi essere in ogni caso valutata e condivisa con il medico curante, che saprà anche consigliare il tipo di formulazione più adatta al caso specifico e prendere provvedimenti in caso dell’insorgere dell’ipertensione.1

Riferimenti:

1. Mancia G, et al. 2023 ESH Guidelines for the management of arterial hypertension. J Hypertens. 2023. doi: 10.1097/HJH.0000000000003480. Online ahead of print.

2. Dulay AT. Preeclampsia and Eclampsia. 2022. MSD MANUAL. https://www.msdmanuals.com/professional/gynecology-and-obstetrics/abnormalities-of-pregnancy/preeclampsia-and-eclampsia Ultimo accesso Settembre 2023.

3. Garovic VD, et al. Hypertension in Pregnancy: Diagnosis, Blood Pressure Goals, and Pharmacotherapy: A Scientific Statement From the American Heart Association. Hypertension. 2022; 79:e21–e41.

4. Friel LA. Hypertension in pregnancy. 2022. MSD MANUAL. https://www.msdmanuals.com/professional/gynecology-and-obstetrics/pregnancy-complicated-by-disease/hypertension-in-pregnancy Ultimo accesso Settembre 2023.

5. Associazione Italiana Preeclampsia. Linee guida per il management dell’ipertensione in gravidanza. Editeam, 2007.

6. Fruzzetti F, et al. LA PILLOLA ESTRO-PROGESTINICA. SIdR – Società italiana della riproduzione. http://www.sidr.it/cms/view/repronews/elenco_numeri/8_2_ottobre_2006/elenco_news/la_pillola_estro_progestinica/s6465/c22283.html Ultimo accesso Settembre 2023.

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