Salute del cuore: come non mandarla in fumo

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Smettere di fumare è uno dei primi passi da fare per assicurarsi una buona salute, soprattutto quella del cuore: il fumo, infatti, è tra i primi fattori di rischio delle malattie cardiovascolari.1

In generale, i fumatori presentano valori medi di ‘massima’ e ‘minima’ lievemente più alti rispetto ai non fumatori, che soffrano o no di ipertensione. Poiché fumare una sigaretta è accompagnato da un’attivazione del sistema nervoso simpatico e da un aumento prolungato della pressione arteriosa (circa 30 minuti), gli alti e bassi della pressione arteriosa aumentano anche la variabilità diurna.1 Inoltre, il fumo può compromettere l’effetto di riduzione della pressione arteriosa di alcuni farmaci antipertensivi. Ancora più importanti sono i danni a lungo termine del fumo, spesso miccia di infarto, ictus e malattie vascolari periferiche, oltre che di numerose altre malattie, tra cui i tumori.1

Smettere di fumare

Secondo un recente comunicato stampa dell’Istituto Superiore della Sanità, in Italia si è triplicato il consumo di sigarette a tabacco riscaldato, circa 800 mila fumatori in più rispetto al 2019! Quasi un italiano su quattro (il 24,2% della popolazione) è un fumatore: una percentuale che non era stata mai più registrata dal 2009. La prevalenza più alta di fumatori di sesso maschile si registra nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 44 anni (42,9%), mentre nella fascia d’età 45-64 anni si registra la prevalenza più alta tra le donne (24,5%). Oltre i 65 anni troviamo le prevalenze più basse in entrambi i sessi.2

In Italia gli utilizzatori abituali e occasionali di sigarette elettroniche sono il 2,4% della popolazione, ovvero circa 1.200.000 persone. Dopo un trend che vedeva negli anni precedenti una diminuzione degli utilizzatori, questi nel 2022 sembrano essere di nuovo in aumento. L’81,9% di chi usa la sigaretta elettronica è un fumatore, dunque un consumatore duale che fuma le sigarette tradizionali e contemporaneamente la sigaretta elettronica. Il 2,8% dei fumatori abituali o occasionali di sigaretta elettronica sono invece persone che prima non avevano mai fumato sigarette tradizionali.2

Molti provano a smettere, ma solo una persona su cinque diventa un ex-fumatore a distanza di un anno, mentre tutti gli altri ricascano nel tabagismo. Ma perché è così difficile smettere? È la nicotina, una delle sostanze contenute nelle sigarette, a svolgere un ruolo chiave nell’insorgenza della dipendenza.3 L’esposizione prolungata alla nicotina è in grado di alterare la funzionalità di alcuni circuiti nel cervello, innescando delle reazioni a catena che creano una vera e propria “trappola del fumo” da cui è difficile uscire.3

Smettere di fumare, però, si può, ma la sola forza di volontà può non essere sufficiente, e per questo è necessario definire e rispettare alcuni passaggi fondamentali che possono aiutare a dire addio per sempre alle sigarette.4

Ecco qualche consiglio:

Scegliere una data4
Scegliere una data per iniziare la disassuefazione aiuta a prepararsi alla sfida e a riconoscere eventualmente di avere dei dubbi o scarsa motivazione;

Avvisare familiari e amici4
Avvisare familiari e amici di aver deciso di intraprendere questo percorso può aiutare a trovare degli alleati preziosi e limitare l’esposizione al fumo passivo;

Cestinare4
Cestinare non solo le sigarette, ma anche tutti gli oggetti legati all’abitudine del fumo, come accendini e posaceneri;

Rivolgersi a un centro antifumo4
Rivolgersi al centro antifumo più vicino dove medici preparati potranno valutare il vostro stato di salute generale e indirizzarvi verso uno o più farmaci sostitutivi della nicotina;

Avere un piano4
Avere un piano per tutte quelle situazioni che possono riaccendere il desiderio di fumare, come una lunga attesa oppure un litigio o il caffè del mattino, e sostituire la sigaretta con altri gesti, come bere un bicchiere d’acqua o chiudere gli occhi e respirare profondamente.

Smettere non è mai facile, crisi d’astinenza e tentazioni sono sempre dietro l’angolo3, ma con una buona strategia, il supporto dei medici e dei propri cari e tanto impegno, si potrà essere ampiamente ricompensati. E la salute inizia a guadagnarci sin da subito:5

  • dopo 20 minuti la pressione arteriosa e i battiti cardiaci si normalizzano;
  • dopo 24 ore i polmoni cominciano a ripulirsi dal muco e dai depositi lasciati dal fumo;
  • dopo 2 giorni si inizia a recuperare il gusto e olfatto;
  • dopo 3 giorni si inizia a respirare meglio;
  • dopo 2-12 settimane la circolazione del sangue migliora;
  • dopo 3-9 mesi si riducono o spariscono tosse e sibili e si respira sempre meglio;
  • dopo 1 anno il rischio cardiovascolare si è dimezzato rispetto a quello di chi continua a fumare;
  • dopo 10 anni il rischio di tumore al polmone è tornato pari a quello di chi non ha mai fumato.

Riferimenti:

1. Mancia G, , et al. 2023 ESH Guidelines for the management of arterial hypertension. J Hypertens. 2023. doi: 10.1097/HJH.0000000000003480. Online ahead of print.

2. Istituto Superiore di Sanità- Comunicato stampa 39/2022. Pubblicato 30/05/2022.

3. Berrendero F, et al. Neurobiological mechanisms involved in nicotine dependence and reward: participation of the endogenous opioid system. Neurosci Biobehav Rev. 2010; 35(2): 220–231.

4. American Cancer Society. Deciding to Quit Smoking and Making a Plan. https://www.cancer.org/cancer/risk-prevention/tobacco/guide-quitting-smoking/deciding-to-quit-smoking-and-making-a-plan.html Ultimo accesso Settembre 2023.

5. https://www.humanitas.it/news/smettere-fumare-primi-benefici-20-minuti/#:~:text=Abbassamento%20della%20frequenza%20cardiaca%20%E2%80%93%20dopo,che%20tender%C3%A0%20cos%C3%AC%20a%20normalizzarsi. Ultimo accesso Settembre 2023.

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