Aderenza terapeutica e tecnologia

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La terapia farmacologica, in ambito cardiometabolico, ha dimostrato di poter ridurre significativamente il rischio di complicanze. In Europa, l’aderenza terapeutica è di circa il 57% e il 9% di tutti gli eventi in questo ambito è attribuibile ad un inadeguato rispetto, da parte dei pazienti, della prescrizione farmacologica.1 

Di conseguenza, qualunque strategia possa agevolare l’aderenza costante da parte del paziente è oggetto di particolare interesse e sviluppo, sia per il medico che per tutto l’ecosistema sanitario collegato a queste patologie.1 

Numerose ricerche hanno dimostrato che le tecnologie digitali (eHealth) e le applicazioni mobili (app), possono svolgere un ruolo fondamentale nel migliorare l’aderenza terapeutica nei pazienti affetti da disturbi cardiovascolari. L’integrazione di queste tecnologie nella gestione quotidiana della patologia ha introdotto un nuovo paradigma di assistenza sanitaria, noto come mobile health (mHealth), che offre nuove opportunità per supportare sia i pazienti che gli operatori sanitari nella gestione di tutte le malattie croniche.1 

Studi recenti hanno esaminato l’efficacia dell’mHealth nell’aumentare l’aderenza terapeutica, nei pazienti con malattie cardiovascolari, evidenziando come le app abbiano un impatto positivo nella gestione della terapia, da parte del paziente: tali servizi, infatti, offrono una serie di funzionalità come i promemoria per la assunzione dei farmaci che possono essere personalizzati per adattarsi alle esigenze specifiche di ciascun paziente, aiutandoli a ricordare di prendere i farmaci nei momenti corretti.1 

Molte app offrono, inoltre, risorse educative che forniscono informazioni sui farmaci prescritti e sulle pratiche di auto-gestione delle malattie, contribuendo così a migliorare la comprensione e la consapevolezza del paziente.1 

La semplicità d’uso di questi servizi è uno dei fattori chiave: diversi studi hanno dimostrato che le app progettate con un’interfaccia intuitiva e facile da usare tendono ad essere più efficaci nel coinvolgere i pazienti e nel favorire l’aderenza alla terapia prescritta.1 

I risultati di un’analisi compiuta in USA su 10,531 pazienti, in particolare, hanno dimostrato come i soggetti con un numero maggiore di fattori di rischio cardiometabolico hanno una più elevata propensione ad utilizzare le tecnologie mHealth per condividere dati sanitari e discutere scelte terapeutiche con i medici; e questa tendenza è particolarmente pronunciata tra i giovani adulti e le donne.2 

A livello italiano, dal 2007 è stato istituito un Osservatorio Nazionale e-Care che tiene conto delle strategie europee per l’e-health e degli obiettivi del piano sanitario nazionale, con particolare riferimento alla presa in carico dei pazienti cronici e fragili, focalizzando l’attenzione sulle patologie cardiovascolari.3 

Uno studio non profit del 2024, sviluppato con il supporto della Società Italiana per la  

Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC) del Ministero della Salute, ha messo in evidenza i vantaggi dello sviluppo di un’applicazione che consente ai pazienti di usufruire di una visita settimanale di telemedicina attraverso cui monitorare, mediante domande sui parametri vitali (assunzione di liquidi, peso corporeo, insorgenza o peggioramento di dolore toracico, dispnea, palpitazione e gonfiore periferico), il controllo della pressione arteriosa, l’aderenza ai farmaci e le abitudini riguardanti gli stili di vita, lo stato di salute cardiovascolare di ciascun paziente. Annualmente, un coordinatore dello studio svolge poi una visita e un’intervista in presenza al paziente, per valutare la praticità e semplicità di utilizzo dell’app in oggetto e raccogliere raccomandazioni per eventuali miglioramenti.4 

Nonostante i potenziali benefici di queste app nella gestione di queste malattie, tuttavia rimangono aperte alcune sfide da affrontare: la diversità delle varie applicazioni disponibili sul mercato, ad esempio, rende difficile, per i pazienti e gli operatori sanitari, identificare quelle che sono più adatte alle diverse esigenze specifiche. Inoltre, la mancanza di standardizzazione nelle misurazioni può rendere complicato confrontare e valutare l’efficacia delle diverse app disponibili.1 

È necessario quindi condurre ancora ulteriori ricerche prima di poter raccomandare, senza riserve, l’utilizzo di queste applicazioni in ambito cardiometabolico, ma queste possono, come parte integrante di un percorso terapeutico, contribuire ad aumentare l’aderenza terapeutica.1 

Scopri di più con il Prof. Massimo Volpe:


Bibliografia

1. Al-Arkee S, et al. Mobile Apps to Improve Medication Adherence in Cardiovascular Disease: Systematic Review and Meta-analysis. J Med Internet Res. 2021 May 25;23(5):e24190. doi: 10.2196/24190.  

2. Chen Y, et al. Association Between the Composite Cardiovascular Risk and mHealth Use Among Adults in the 2017-2020 Health Information National Trends Survey: Cross-Sectional Study. J Med Internet Res. 2024 Jan 4;26:e46277. doi: 10.2196/46277.  

3. Telemedicina. Linee di indirizzo nazionali 

4. Battistoni A, et al. A Mobile App-based Approach in Cardiovascular Disease Prevention: A Prospective Randomized Study. High Blood Press Cardiovasc Prev. 2024 Jan;31(1):93-96. doi: 10.1007/s40292-024-00625-5. 



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